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Fra boschi e terreni
agricoli svettano la chiesa di San Rocco ed il suo campanile, i due edifici
più visibili di San Giuliano. Il piccolo comune è situato sulla collina
rocciosa che guarda l'ampia e bella piana del fiume Tammaro.

Sul territorio sono
venuti alla luce reperti di epoca preromana. L'attuale abitato ha preso
probabilmente il nome da una chiesa preesistente, dedicata a San Giuliano
martire; "del Sannio" è stato aggiunto nel 1863. Durante la dominazione
longobarda fece parte del Gastaldato di Bojano e successivamente della
Contea di Molise. All'inizio del periodo angioino divenne feudo d'Amerigo di
Sus e rimase ai discendenti di questi fino al 1300 ca.; nel 1306 era di
Guidone di Molino al quale succedettero quattro titolari dei quali
ricordiamo Raimondo di Cabano e sua moglie Filippa. Successivi feudatari
furono i Sanframondo, i Di Capua, i Carafa, i Longo e i Severino.
Le tradizioni popolari e
religiose, in un piccolo comune, sono sempre "sentite" in modo particolare.
Rappresentano spesso ricorrenze che nei centri più grandi, sono poco alla
volta, svanite. Può essere la festa del patrono, il ricordo di un
avvenimento di carattere storico-sociale ...
A
San Giuliano il momento più indicativo, in questo senso, si tiene in
occasione dei festeggiamenti in onore di San Nicola, che hanno luogo due
volte l'anno: la prima l'8 ed il 9 maggio, la seconda ad agosto (si tratta
di una ripetizione per gli emigrati). La festa ha il suo culmine nella
parata dei fucilieri e richiama molti visitatori, attratti soprattutto dalla
singolarità della parata, di origine militare, che da un secolo forma il
picchetto d'onore della statua di San Nicola durante la festa. I fucilieri
iniziano il loro rituale dopo la messa, quando la statua viene portata fuori
dalla chiesa: in fila per quattro l'accompagnano in processione sparando a
ritmo con la banda.
Sempre ad agosto si
tengono festeggiamenti in onore di Sant'Anna e San Rocco.
Nel periodo estivo, nel
corso del quale tra l'altro in paese ha luogo una mostra annuale di pittura
e moda, il territorio comunale richiama l'attenzione di chiunque sia alla
ricerca di un'oasi di tranquillità e desideri entrare in contatto con un
mondo che mantiene viva la tradizione contadina non solo con manifestazioni
popolari bensì anche con gli allevamenti di animali da stalla e da cortile
che garantisconou na, seppur limitata, produzione di prodotti genuini.
E sintesi di produzione e
tradizione sono i caratteristici dolci di pasta frolla detti "cepalliate"
infarciti con marmellata (generalmente di amarene).
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