La "salamandrina dagli occhiali"

   
  (v. anche: L'Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro)
   

 

La salamandrina dagli occhiali

(Salamandrina terdigitata)

Ordine: urodeli
Famiglia: salamandridae

Le salamandre nell'antichità erano ritenute invulnerabili al fuoco: da ciò deriva il loro soprannome "spiritelli delle fiamme". Tra le varie specie si distingue la salamandrina dagli occhiali che deve il suo nome ad un disegno sugli occhi (simile ad occhiali) costituito da due macchie gialle-rosse in contrasto col resto del corpo che è di colore bruno superiormente mentre inferiormente varia dal roseo al biancastro. Il piede presenta 4 dita al contrario delle altre salamandre che ne hanno 5.

E' considerata una specie piuttosto rara, infatti, di tutto il mondo vive solo in alcune regioni italiane. La sua limitata distribuzione dipende dalla conservazione dei micro-habitat particolari: umidi e freschi, come ruscelli che scorrono fra le rocce.


Gli adulti raggiungono la lunghezza di una diecina di centimetri. compreso la coda. Testa piuttosto lunga con occhi sporgenti. La coda, più lunga del corpo, è cilindrica alla base con distinto rilievo dorsale. La pelle, piuttosto rugosa con verruche prominenti, dà al corpo un'apparenza di segmentazione. Parti superiori brunastre o nerastre con distinte ornamentali più o meno triangolari gialle o vermiglie sul capo.

Parti inferiori pallide, gola nera e macchie scure sul ventre, soprattutto lungo i fianchi. Le parti inferiori delle zampe e della coda degli adulti sono rosso brillante.

Vive in zone boscose montane con fitto sottobosco, spesso vicino ai corsi d'acqua chiari, nascondendosi tra le rocce e nelle lettiere di foglie.

La salamandrina infatti ha bisogno di umidità perché respira anche attraverso la pelle, e come tutti gli anfibi, ha bisogno dell'acqua per la riproduzione. Per questo durante il giorno si rifugia sotto le foglie, tra il muschio o le radici. Esce fuori al crepuscolo per cercare da mangiare, insetti, ragni, piccoli lombrichi e isopodi che cattura con la lingua triangolare. D'estate, quando il clima diventa troppo secco, la salamandrina si può interrare per cercare il suolo umido, fino ad un metro di profondità, per il cosiddetto "letargo estivo".
Si riproducono da marzo a maggio: i maschi richiamano le femmine lasciando in giro per il territorio messaggi chimici, e affrontano gli avversari alzandosi sulle zampe anteriori, spalancando la bocca e mostrando il sottocoda rosso. Dopo l’ accoppiamento le femmine depongono uova ammassate gelatinose nell'acqua di pozze di torrenti dove la corrente non é molto forte. Le uova sono deposte in piccoli gruppi, una ad una, attaccandole a corpi sommersi delle piante acquatiche. Le larve si nutrono di vari piccoli invertebrati acquatici, i metamorfosati di piccoli molluschi, e vari artropodi.
Prima dell’ inverno, le larve subiscono la metamorfosi perdendo le branchie e divenendo adatti alla vita di terra. In autunno, durante le piogge compiono una uscita in massa dalle tane.

La salamandrina dagli occhiali è una specie molto esigente dal punto di vista ecologico. La sua presenza è quindi un sicuro indicatore biologico di acque pulite e boschi in ottima salute.

   
  (v. anche: L'Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro)