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L'ambiente ricorda le
tipiche atmosfere bucoliche. La natura a Sepino ha retto bene all'impatto
con i tempi moderni e con il cambiamento delle esigenze della popolazione,
conservando le caratteristiche peculiari di vasti boschi, fiumiciattoli e
ruscelli che spesso nel proprio corso incontrano dirupi e danno luogo a
irruente cascatelle.
Sopra un colle, a metri
702 sul livello del mare, ultime propaggini nord-orientali del massiccio del
Matese, circondato da verdi boschi, si stende il rinomato centro di Sepino.
Nel tempo Sepino ha avuto
una triplice collocazione sul territorio.
La città Sannita in
località Terravecchia, la città romana in località Altilia ed infine la
città medioevale ed odierna in collina, a ridosso del torrente Tappone, tra
il Monte Muschiaturo e il Pianoro di Campitello.
Il primo insediamento
Sannita si sviluppò in pianura nella valle del Tammaro, in una zona che
rappresentava un importante
luogo di scambio e bivacco. A protezione del
sito si formò sulla collina retrostante di Terravecchia (quota 953 sul l.m.),
la città fortificata Osco Sannita (Ocre Saepinatz, meglio conosciuta come
Saipinis) definita da Livio fortissima atque potentissima. I Sanniti, a
lungo impegnati a contrastare il dominio romano, opposero, nel cuore del
Molise, la più strenua resistenza formando la "Lega Italica" e Sepino
fu uno degli ultimi baluardi italici contro Roma.
Nel 293 a.C., nel corso
della terza guerra sannitica, il console romano Lucio Papirio Cursore
espugnò e distrusse la città Sannita.
I superstiti si
stabilirono in pianura all'incrocio di due importanti assi viari (il
tratturo Pescasseroli-Candela ed il tratturo che scende dal Matese),
rioccupando le strutture preesistenti e dando vita alla città romana di
Saepinum.
Danneggiato dal terremoto
del 346 d.C., il nucleo urbano si impoverì e si ridusse ulteriormente dopo
la caduta dell'impero romano (476 d.C.). Dal V secolo d.C. fu sede
vescovile.
Nel 667 Saepinum, che
intanto aveva preso il nome di Altilia (che significa "vecchio" e "parte"
dal germanico alt-tiil), passò sotto il dominio longobardo.
Fu capoluogo di
circondario del Regno delle Due Sicilie e sede di Tribunale.
Il Comune di Sepino, dal
punto di vista turistico, è tra i più interessanti della regione Molise. A
parte le sue bellezze naturali (piana del Tammaro, collina e montagna,
boschi e sorgenti, clima estivo fresco), deve la sua enorme fama al
patrimonio archeologico delle due località di Saipinis sannita e Saepinum
romana. I principali reperti archeologici si trovano in contrada Altilia.
L'altra grande ricchezza
è costituita dalla sorgente "Tre Fontane" le cui acque hanno caratteristiche
idropiniche ed oligominerali e producono straordinari effetti positivi per
la cura della calcolosi renale.
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