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Il comune di Guardiaregia,
di cui non si hanno notizie precise anteriori al 1805, data corrispondente
al terribile terremoto che sconvolse la zona, si situa ai piedi del monte
Capraro, dal quale è separato dalla voragine denominata "Prece", la cui
suggestiva frattura si sarebbe formata nel periodo alluvionale dell'ultima
era geologica.

La zona ove sorge il comune è caratterizzata
da grandi distese boscose, formate da cerri, querce e faggi, caratteristici
della zona matesina. Sono presenti nel territorio comunale, caratterizzato
da una natura ancora incontaminata, varie sorgenti, fonti e corsi d'acqua,
dei quali il maggiore è il Quirino e nel quale confluiscono il Rio Vivo, il
Vallone Grande ed il Vallone Rio Cupo.
L'agro di Guardiaregia, dalla pianura ai
monti, procude spontaneamente fragole, erbe aromatiche, erbe medicinali e
funghi in abbondanza quali porcini, spinaroli, prataioli.
Nel territorio di
Guardiaregia si trova un interessantissimo sito per gli speleologi, la
"Grotta Rumita".
Altra località di grande
interesse dal punto di vista naturalistico è "Campitello di Guardiaregia",
che si situa a circa 1500 metri di altitudine ed offre lo spettacolo di una
zona ancora intatta.
Le caratteristiche
descritte hanno reso possibile l'insediamento dell'Oasi Naturale del W.W.F.
di Guardiaregia, che nel territorio di questo paese ha trovato un luogo
ideale per portare avanti l'impegno in difesa del territorio e della natura.
L'insediamento abitativo
di Guardiaregia ha ancora un aspetto caratteristico e peculiare della zona
matesina, non rilevandosi forti modifiche architettoniche che abbiano
stravolto l'aspetto originario.
Fortemente presenti
ancora nella memoria storica degli abitanti del comune sono le vicende
legate al brigantaggio, fenomeno che ha coinvolto tutti i paesi della fascia
matesina.
Il fenomeno, legato alla
ribellione contadina, aveva forti connessioni con le vicende storiche ed
economiche dell'epoca e venne combattuto con decisione dopo l'unità e di
tale repressione la c.d. legge Pica è l'emblema.
Questi brevi cenni
vogliono dare il senso di un territorio particolarmente godibile da parte di
coloro che cerchino di giovarsi di un ambiente e di una tradizione ancora
intatti, in linea con i quali l'offerta turistica è orientata verso la
realizzazione di aziende agrituristiche.
Queste ultime, infatti,
in via di imminente apertura il località caratteristiche, saranno in grado
di offrire un prodotto turistico in sintonia con il territorio e la
tradizione locale.
L'oasi è costituita da
due aree distinte:
l'area delle gole del
torrente Quirino (128 ha) è situata a ridosso del paese e forma una lunga,
stretta e profonda incisione tra il centro abitato e le alture dei monti
Capraro e Torretta con quote altimetriche comprese tra i 600 e 1200 m. s.l.m..

L'area di Monte Mutria
(928 ha) è situata a circa 8 Km dal paese con esposizione N-NE ed una quota
altimetrica che varia tra i 1000 ed i 1823 m. s.l.m. della cima del monte.
Lungo le ripide pareti della montagna, interamente ricoperte da una fitta
faggeta, osserviamo diversi canaloni, fra cui il più spettacolare canalone
Cusano.
L'oasi WWF di
Guardiaregia, inoltre, si presenta ricca di sorgenti e corsi d'acqua fra cui
i torrenti rio Vivo, Quirino e la spettacolare cascata di San Nicola con un
salto totale di circa 100 metri.
La flora
L'esposizione e le forti
variazioni altimetriche fanno sì che la flora nell'oasi passi da elementi di
macchia mediterranea lungo le pareti della gola alla tipica vegetazione
appenninica con le faggete e le praterie d'alta quota.
Aggrappato alle pareti
rocciose della gola è presente il leccio in una delle rare presenze sul
versante molisano del Matese, sul fondo della forra ritroviamo un gruppo di
tassi centenari. Molto interessante la presenza del corbezzolo sulle pareti
della gola del Quirino nell'unica localizzazione sul versante orientale del
Matese.

Il
corbezzolo
Monte Mutria è,
soprattutto nella stagione primaverile, una esplosione di colori per la
fioritura del crocus e delle bellissime genziane. Inoltre in diverse zone
dell'oasi osserviamo alcune spettacolari fioriture come il giglio si San
Giovanni, l'aquilegia vulgaris, l'anemone dell'appennino, l'hepatica nobilis
ed in alta quota il Nontiscordardime dell'appennino, che è specie endemica
del solo appennino centro-meridionale.
Un discorso a parte
meritano le orchidee: attualmente nella sola area dell'oasi di Guardiaregia
sono state censite oltre una ventina di specie qualitativamente molto
importanti.
Le pendici del Mutria
sono invece il regno del faggio che forma fustaie molto spettacolari ed in
località "Tre Frati" sono presenti alcuni esemplari dell'età stimata di
circa 500 anni. Alle quote altimetriche più basse ed anche nei numerosi
canaloni, nella faggeta e nel bosco misto individuiamo altre specie arboree
ed arbustive quali l'acero di Iobelius, il sorbo degli uccellatori, il
maggiociondolo ed il corniolo.
La fauna
Molto importante è la
presenza di un mammifero legato per diversi aspetti alle tradizioni locali:
il lupo che, con la sua costante seppur esigua presenza nobilita il
territorio del Mutria confermata da costanti avvistamenti, inoltre
segnaliamo il gatto selvatico, il tasso, lo scoiattolo ed il cinghiale.
Vista la ricchezza
d'acqua nel periodo primaverile, gli anfibi sono una presenza fondamentale
nell'oasi ed è molto interessante l'osservazione di un raro endemismo
italiano come la salamandrina dagli occhiali, simbolo dell'oasi, ma anche
l'ululone dal ventre giallo e la rana dalmatina, tutti presenti in primavera
sia sul torrente rio Vivo che sul San Nicola, mentre nelle umide giornate
autunnali, nel sottobosco della faggeta, non è difficile imbattersi nella
salamandra pezzata; per i rettili, infine, segnaliamo la natrice dal
collare.

La "salamandrina
dagli occhiali", endemica nell'Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro
Gli uccelli rapaci sono
osservabili soprattutto nell'area delle gole dove nidifica il rarissimo
lanario, inoltre sono presenti il falco pellegrino, il nibbio reale e la
poiana. Fra gli altri uccelli ricordiamo sui costoni del Mutria il gracchio
alpino e su tutta l'area il picchio rosso maggiore, il picchio verde ed il
picchio muratore, inoltre sulle fredde acque dei torrenti San Nicola e rio
Vivo è possibile imbattersi nel caratteristico merlo acquaiolo.
Nell'Oasi di Guardiaregia
sono inoltre censite una ventina di specie di farfalle diurne, fra cui
ricordiamo la recente scoperta di una farfalla rara e localizzata: la
zerynthia polyxena.
Le ricchezze
entomologiche non sono che agli inizi, non si escludono quindi segnalazioni
di nuove specie per il Matese.
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