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Il paese è in splendida
posizione, con veduta del Matese e di una delle più belle anse del fiume
Biferno.
Forse fu proprio la
bellezza del luogo che, secondo la leggenda, indusse il troiano Anchise a
giungervi dopo essere scampato alla distruzione della propria città,
mettendosi in salvo insieme al figlio Enea. Ma ciò è, più che altro, una
ipotesi suggestiva che riesce in qualche modo a dare quel tanto di fascino
alla storia antica del paese. Come molte altre leggende, però, non richiama
alcun particolare che possa essere confrontato con elementi reali.
Le prime notizie del
paese risalgono al 1404, quando questo fu concesso in feudo dal Re di Napoli
a Filippo Santangelo.
Agli inizi del XVII
secolo Colle d'Anchise divenne feudo della famiglia Tomacelli, alla quale
seguirono i Moccia, i duchi di Costanzo e i duchi Filomarino.

Nella chiesa di Santa
Maria degli Angeli, dalla facciata in stile neoclassico, si segnalano il
bell'altare maggiore e moderni affreschi, opera del campobassano Amedeo
Trivisonno, pittore e scultore. Suggestivi sono i resti del palazzo ducale.
Festività e ricorrenze
Le feste di San Nicola e
Santa Margherita, che vengono celebrate rispettivamente il 31 maggio ed il
20 luglio, sono ricorrenze che hanno luogo in cappellette campestri, il che
vuol significare che la popolazione locale, in ossequio ad una tradizione
molto radicata, riesce ad associare al rispetto per le cerimonie sacre, la
volontà di socializzazione in stretto contatto con la natura. Ciò perché
subito dopo le sacre funzioni, vari nuclei familiari si fermano nei pressi
degli edifici, negli ampi spazi verdi, dove consumano il pranzo.
Il patrono San Sisto
viene festeggiato in paese il 6 agosto. E' questa, sicuramente, la
ricorrenza principale che ha luogo a Colle d'Anchise nel corso dell'anno.
Per essa fanno ritorno in paese gli emigranti che in passato dovettero
cercare fortuna altrove.
Ha sicuramente sapore
popolare la tradizione del fuoco di S. Antonio che il 13 giugno tiene
impegnato un buon numero di abitanti del paese che vanno alla ricerca di
materiale, soprattutto legno e cartone, da ardere. Tutti i paesani, in
questo senso, offrono un proprio, minimo contributo.
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