Bojano

 
E' distesa nella pianura ai piedi del Matese, l'odierna Bojano che, col passare degli anni, non ha perso il fascino che le deriva dall'essere stata costruita sui resti di quella che fu denominata Bovianum, la capitale dei Sanniti Pentri, prima, e Municipium romano di grande importanza, dopo. Molto è cambiato nel corso dei secoli - non poteva essere diversamente - ma la vocazione soprattutto economica del territorio non ha subito notevoli variazioni: a quelle che furono le greggi e le mandrie dei sanniti sono subentrati moderni impianti per la produzione e la lavorazione dei prodotti caseari, che restano ancora oggi tra i più richiesti nel Molise, e non solo. L'industria alimentare ha praticamente colonizzato la pianura: oltre ai latticini sono notevoli i complessi per l'avicoltura della Arena. Bojano inoltre sorge nei pressi del fiume Biferno il che vuol dire che non potevano assolutamente mancare vivai per l'allevamento di trote. L'espansione industriale sul territorio non si limita solo alla produzione alimentare: non sono poche le piccole e medie imprese che operano in altri settori di una certa importanza. La cosa impone alle autorità competenti una continua vigilanza sui delicati rapporti tra industria ed ambiente naturale.
Le radici della storia di Bojano affondano nella leggenda. La città sarebbe stata fondata da giovani sanniti consacrati nel corso delle "Primavere Sacre", peculiari cerimonie religiose del popolo italico, che venivano inviati al seguito di un bue sacro a Marte alla ricerca di territori che rappresentassero condizioni favorevoli per insediamenti. Nel caso di Bojano il bue fu attratto dalla ricchezza di pascoli ed acqua. E' solo una leggenda che però racchiude in sè semi di verità storica.
Bojano aveva già raggiunto un certo sviluppo nel momento in cui i romani decisero di legare solo al proprio nome l'intera storia della penisola. La città si ritrovò decisamente impoverita al termine delle "guerre sannitiche" (343-290 a.C.) che si conclusero con la completa vittoria dei romani e la conseguente "romanizzazione" del Sannio. Bojano, in continuità con la sua tradizione, divenne "municipium" e visse nuovamente un certo periodo di floridezza. Dal tramonto delle fortune di Roma Imperiale alla parziale conquista dell'Italia meridionale da parte dei Longobardi (VI secolo d.C.) la desolazione e la miseria si impadronirono nuovamente della città e del suo territorio. La ripresa avvenne nel corso del VII secolo quando il duca di Benevento, Romualdo, accoglieva nel proprio ducato una colonia di Bulgari guidati da Altzeco e li inviava a ripopolare tutta la fascia di territorio compresa tra Sepino e Isernia. Bojano divenne "gastaldato" e quindi sede di contea. Ruolo che avrebbe mantenuto in seguito con l'avvento dei De Molisio (epoca normanna). Successivamente la città, dopo alterne vicende, avrebbe poco a poco perso il suo ruolo dominante accogliendo di volta in volta vari feudatari. Ultimi furono i Filomarino.
Come altri centri che possono vantare un passato ricco di avvenimenti di grande importanza storica, purtroppo, anche Bojano non ha conservato testimonianze architettoniche notevoli. Restano solo frammenti di epoca romana e sannitica (per lo più steli funerarie) e qualche stralcio di mura sannitiche riconosciuto nelle strutture di abitazioni civili. Segni di maggior rilievo ha invece lasciato il Medioevo. Appartengono a quest'epoca i portali e altri frammenti della cattedrale di San Bartolomeo che, consacrata nel 1080 dopo essere stata edificata su strutture di epoche precedenti, fu rimaneggiata nel periodo gotico, il portale della chiesa di Santa Maria del Parco (XIV secolo) e della chiesa di Sant'Erasmo. Nei pressi di quest'ultimo edificio sono visibili, murati, frammenti scultorei che variano, nella datazione, dall'altomedioevo al Medioevo inoltrato.
Resti medievali più consistenti sono quelli appartenenti al castello longobardo che fu innalzato sulla collina della località "Civita", dove subito sorse un borgo, che ancora oggi, in linea di massima, mantiene inalterate le proprie caratteristiche, nelle vicinanze di fortificazioni di epoca sannitica. Il fortilizio rivestì un ruolo determinante soprattutto nel periodo normanno. Oggi di esso sono visibili parti della cinta muraria e all'interno, oltre ad alcuni ambienti riportati alla luce da scavi archeologici, un'arcatura che lo divide orizzontalmente e altri resti in muratura. Prima di lasciare Civita sarà opportuno effettuare una visita all'interno del borgo e recarsi al "belvedere" dal quale si gode un'ottima visuale della città e dell'intera pianura.
Inoltre in città merita un'accurata visita il Museo Civico che raccoglie una serie di interessantissimi reperti paleolitici.
L'atmosfera delle grandi ricorrenze invade Bojano nel mese di Agosto in occasione dell' "Agosto Bojanese", una manifestazione che si conclude con la festa del Patrono San Bartolomeo (25 agosto) e che raccoglie un'insieme di iniziative che vanno dalle mostre culturali alle gare popolari, dagli spettacoli di piazza alle cerimonie religiose e per finire alle fiere di merci varie. Queste ultime si effettuano in città anche in altre occasioni: il 5 gennaio e il 23 marzo in occasione della Festa dell'Annunziata.
Qualsiasi località in cui il visitatore abbia intenzione di fermarsi per periodi più o meno prolungati non può non disporre di impiantistica sportiva e di strutture ricreative. A Bojano inquesto senso ce n'è per tutti i gusti: dal laghetto per la pesca sportiva al campo di calcio con pista di atletica, dai campi di bocce agli impianti per il tennis, alla pista ciclabile.